Urolithin A: il metabolita intestinale delle noci legato a una corteccia più spessa
Mangi una noce e i batteri del tuo intestino trasformano le ellagitannine in urolitine, dei composti potenzialmente coinvolti nel modo in cui invecchia il cervello. In uno studio MRI di due anni condotto nell’ambito della sperimentazione WAHA, gli aumenti più marcati di urolitina A, urolitina C e glucuronide di urolitina C sono stati associati a una minore perdita di spessore corticale nei consumatori di noci, soprattutto nelle regioni dell’emisfero destro. Il fenomeno è risultato più evidente nelle persone con metabotipo B. Si tratta però solo di un’associazione osservata in una sperimentazione randomizzata, non di una prova di causalità, e non fornisce alcuna indicazione diretta sugli integratori di urolitina A. Ecco cosa dicono i dati, a chi possono interessare e chi invece dovrebbe restare scettico.
Studio sui Topi: NR ha riportato le cellule cerebrali invecchiate a uno stato più giovane
In un nuovo studio pubblicato su *GeroScience*, topi di 22 mesi alimentati con nicotinamide riboside (NR) per otto settimane hanno mostrato prestazioni migliori nei test di memoria e nella costruzione del nido. Anche le loro cellule immunitarie cerebrali somigliavano maggiormente a quelle dei topi giovani. Si tratta comunque di uno studio su roditori, non di prove dirette sugli esseri umani. La dose usata (400 mg/kg) è molto più alta di quella comunemente assunta e i risultati includono solo topi maschi. Ecco cosa è cambiato nella microglia, cosa lo studio non può dimostrare e cosa significa per chi utilizza NR.